Calendula (Calendula officinalis), proprietà e utilizzi

Calendula officinalis

La Calendula è una pianta appartenente alla famiglia delle composite che contiene un olio essenziale, acido salicilico, mucillagine e principi amari.

Ha un’azione coleretica (aumenta la produzione biliare), antisettica, diuretica, cicatrizzante e depurativa.

Volgarmente è chiamata anche Callandria o Garofano di Spagna. La si trova in molti giardini in campagna, a volte anche inselvatichita sui mucchi di detriti.

Raggiunge un’altezza di 30-60 cm, i suoi capolini brillano gialli o giallo-arancioni, gli steli e le foglie sono succosi e vischiosi al tatto. Ne esistono diverse varietà, con i capolini ripieni, con stami chiari o scuri; il potere terapeutico è lo stesso per tutte.

Se i capolini, la mattina dopo le sette, sono ancora chiusi, vuol dire che pioverà in giornata. Pertanto, in tempi passati la Calendula era ritenuta un’annunciatrice della pioggia.

Nella medicina popolare la pianta viene colta e utilizzata tutta: steli, foglie e fiori. E’ opportuno però coglierla in pieno sole poiché in quel momento i suoi poteri terapeutici hanno il maggiore effetto. La si può cogliere fino ad autunno inoltrato.

Come si utilizza la Calendula officinalis in generale?

Le proprietà e gli utilizzi di Calendula officinalis

Nella sua qualità di depuratrice del sangue essa è la nostra migliore collaboratrice contro l’epatite infettiva. La Calendula ha un effetto depurativo e tonico per la circolazione sanguigna e inoltre favorisce la guarigione delle ferite.

La pomata di calendula giova contro: la flebite, le ulcere da vene varicose, i geloni e le piaghe da bruciature. La pomata e i residui della sua preparazione vengono utilizzati contro l'ulcera alla mammella anche se maligna (cancro della mammella). La pomata di Calendula è anche un ottimo coadiuvante contro la micosi del piede.

Ove si manifestasse una micosi della zona vaginale si facciano dei lavaggi o dei semicupi con infuso di Calendula. Si prendano 50 g di Calendula essicate oppure quattro manciate di quelle fresche per semicupio (lavaggi caldi, tiepidi o freddi delle parti intime).

Oltre alla pomata sarebbe opportuno preparare anche una tintura di Calendula. Questa tintura diluita con acqua bollita è particolarmente adatta per cataplasmi (paste medicamentose) su ferite, contusioni, ematomi, strappi muscolari e persino su ulcere purulente o cancerose, piaghe da decubito.

Per uso interno la Calendula viene impiegata sotto forma di tisana contro le malattie del tubo digerente (stomaco e intestino), contro gli spasmi e le ulcere gastriche nonché le infiammazioni del duodeno. La stessa tisana è infine un rimedio sicuro contro le malattie da virus.

Lavando gli occhi con l'infuso tiepido migliora la vista.

Modalità di preparazione

Tisana: un cucchiaino colmo di erba in 1/4 di litro d'acqua. Le erbe fresche vanno sminuzzate e messe in un bricco di vetro o in un altro recipiente non metallico. Poi, in un altro recipiente, si porta l'acqua all'ebollizione e la si versa sulle erbe preparate. Il tutto si lascia riposare brevemente (basta mezzo minuto). La tisana deve essere di colore chiarissimo: o giallo chiaro o verde chiaro. Invece le erbe essiccate si lasciano riposare un po' più a lungo (da 1 a 2 minuti). Una tisana così preparata è molto più sana e si presenta anche meglio. Bere una tisana contenente Calendula può migliorare le mestruazioni dolorose, le ulcere e le irritazioni cutanee.

Invece se si prepara il decotto partendo dalla droga e da acqua fredda fino all’ebollizione, la Calendula potrebbe essere un ottimo rimedio per stati influenzali, tosse e raffreddore.

Semicupi: quattro manciate abbondanti di erbe fresche oppure 100 g di quelle essiccate per semicupio. Le erbe vanno immerse in acqua fredda e lasciate riposare per una notte. Questo materiale così macerato va riscaldato il giorno successivo e quindi filtrato: l'estratto va aggiunto all'acqua del bagno. Venti minuti di immersione nel bagno, l'acqua nella quale vi immergete deve arrivare a coprire i reni. Dopo il bagno, invece di asciugarvi, dovete avvolgervi in un telo da bagno o in un accappatoio e sudare per un'ora a letto.

Lavaggi: un cucchiaio di erbe per 1/4 di litro d'acqua.

Tintura: lasciare riposare una manciata di fiori in un litro di acquavite pura per 15 giorni al sole oppure a una temperatura di circa 20° C, scuotendolo ogni tanto, indi si procede alla filtrazione e quindi alla spremitura del residuo. Le tinture si prendono per uso interno a gocce con del tè e per uso esterno negli impacchi o nelle lozioni e frizioni. Il succo e i fiori sono invece utili per la cicatrizzazione delle piccole ferite, il vino alla Calendula per: mal di denti e nevralgie.

Pomata di Calendula: tritare quattro manciate abbondanti di Calendule (foglie, gambi e fiori). Riscaldare 500 g di grasso intestinale di un maiale nutrito naturalmente oppure di buono strutto di maiale, come se si dovessero friggere delle cotolette. Versare le Calendule tritate in questo grasso bollente e soffriggerle brevemente, dare una girata e togliere la padella dal fornello. Coprire e lasciare riposare per una giornata. Il giorno seguente riscaldare il tutto leggermente e, filtrandolo attraverso un panno, travasarlo in recipienti puliti.

In cucina inoltre il fiore di calendula può essere utilizzato nelle insalate e nelle minestre conferendo un caratteristico sapore amarognolo, i boccioli di calendula si conservano come i capperi e si possono utilizzare per colorare risotti e zuppe al posto dello zafferano.

In un recente studio del 2018 la Calendula officinalis ha mostrato effetti antitumorali e antimetastatici su modelli animali. La Calendula officinalis potrebbe avere importanti implicazioni future nello sviluppo di nuove strategie nel trattamento del cancro. Fino ad ora la Calendula è stata utilizzata soprattutto nel diminuire gli effetti collaterali della radioterapia.



Articolo scritto in collaborazione dalla Dottoressa Lucia Bono e Dottoressa Alice Loreti